
Infopatti/40xPatti rappresenta certamente una novità e qualcosa di anomalo allo stesso tempo, se rapportato alla comunità locale a cui si indirizza.
La comunicazione in rete va affermandosi sempre di più, e non soltanto per i pattesi, come nuovo strumento relazionale; se però altrove, nelle realtà più evolute, quelle in cui le collettività esprimono una maggiore consapevolezza civica, o nelle medie e grandi città, in cui la partecipazione è favorita dalla densità demografica, troviamo una maggiore consuetudine al confronto e alla ricerca collettiva, partecipata, delle soluzioni ai problemi, per Patti questo approccio rappresenta una novità che la rete può certamente favorire per far crescere la stessa comunità pattese.
Patti è un piccolo centro e se in qualche modo, come altrove, ha sposato con entusiasmo il fenomeno Facebook (il più famoso dei social network) specie a livello giovanile (ma il fenomeno non ha riscosso successo soltanto tra quelli che ormai si definiscono i “nativi digitali”), visti i numeri (a volte parecchie centinaia) degli aderenti ai vari gruppi pattesi che si sono costituiti, non si è accorta ancora sostanzialmente di un social network (verticale) come Infopatti/40xPatti dove l’attenzione è spostata prevalentemente, su tematiche locali o comunque volte ad essere sviluppate localmente.
Infopatti/40xPatti ha aderito ad un modello di network di cittadinanza attiva adottando e promuovendo un
manifesto che deriva dall’esperienza di
40xVenezia, ma, a differenza di questo, come anche di
40xCatania, social network nati e cresciuti in ambienti più favorevoli del nostro, non ha ancora raggiunto (percentualmente) i numeri e i livelli di coinvolgimento tra cittadini e iscritti già riscontrati a Venezia o anche nella stessa Catania, con cui condivide alcune difficoltà di natura ambientale, tipicamente “siciliane”, direi.
Finalmente però, anche per 40xPatti, è arrivato il momento di passare dal digitale al fisico, all’incontro faccia a faccia dei propri iscritti e dei pattesi che lo seguono, nello stesso luogo senza l’intermediazione di altri strumenti.
C’e’ voluto parecchio in effetti, più di un anno dalla nascita del social network, ma confidiamo che questo rappresenti solo l’inizio di una nuova abitudine: ricercare collettivamente ed in modo partecipato le soluzioni ai problemi che di volta in volta si intendono affrontare utilizzando indifferentemente e con disinvoltura gli strumenti digitali e quelli tradizionali a seconda delle circostanze.
In realtà una prima uscita dal digitale Infopatti/40xPatti l’aveva avuta già nello scorso mese di Dicembre 2008 proprio in occasione dell’adesione alla rete dei 40xNetwork, ma si trattava della propria presentazione alla città;
in quella circostanza vi furono anche dei collegamenti in rete dal Caffè Galante con Venezia e con Catania grazie ai quali i pattesi presenti all’evento avevano potuto interloquire con alcuni membri di 40xVenezia e di 40xCatania e ascoltare, ad esempio, l’interessante
testimonianza di Simone di Stefano (fondatore e animatore di 40xCatania) a proposito dei rapporti tra 40xCatania e gli amministratori e i politici catanesi.
L’occasione di cui parliamo ora è rappresentata dall’incontro
“Il cimitero di Patti: patrimonio da tutelare e da valorizzare”, programmato al Caffè Galante per lunedì 31 Agosto alle ore 18.30 che nasce da un
intervento (indegno degrado del cimitero di Patti) scritto sul nostro social network da
Cettina Martines un bel po’ di mesi fa per richiamare l’attenzione sul degrado del nostro cimitero cittadino; la discussione, nata ad Ottobre dello scorso anno, si è lentamente ma significativamente arricchita degli interventi di altri iscritti come ad esempio
Maria Antonietta Letizia, “contrattista” presso il comune di Patti e
Franco Faranda, come si definisce lui stesso nel suo profilo su Infopatti/40xPatti, “Pattese “emigrato” a Bologna, Storico dell’Arte direttore coordinatore alla Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici di Bologna, Professore a contratto presso l’Università di Bologna.”
Durante lo svolgimento di quel confronto “digitale” è venuta fuori, in modo chiaro e percepibile, la professionalità di Franco e la sua disponibilità a partecipare ad un pubblico dibattito in cui portare il proprio contributo, fatto di proposte semplici e concrete, attingendo alla propria qualificata competenza ed esperienza personale e professionale per tentare di risolvere un problema sentito dai pattesi. Non è certo su 40xPatti che si è scritto per la prima volta delle condizioni del cimitero pattese; già in passato, e con particolare evidenza, il periodico pattese “In Cammino” aveva dedicato alla questione la prima pagina del numero di Novembre 2006, titolandola con un polemico “Non Vedono, Non Votano” e chiedendosi nell’editoriale, a firma del direttore Giancarlo D’Amico, che città sia quella che non ha rispetto per i defunti.
Ora, l’occasione ricercata era quella di dar luogo ad un incontro propositivo ed indirizzato a chi ovviamente puo’ raccogliere le lamentele e le proposte per trasformarle in soluzioni concrete, gli amministratori e i funzionari comunali.
La presenza di Franco Faranda qui a Patti in questo ultimo scorcio di Agosto e la disponibilità di alcuni amministratori a partecipare, rende l’incontro fattibile e destinato ad essere particolarmente fruttuoso, ed ancora, al di là dello specifico oggetto di discussione, il primo di un modo nuovo di fare che ci auguriamo diventi abitudine per i pattesi
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