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«il sottosviluppo esiste solo laddove vi è sfiducia nel cambiamento» A. Cottica

Il prossimo 19 Novembre i governi dell'Unione Europea si incontreranno a Malmö in Svezia per firmare una dichiarazione ministeriale che stabilirà le priorità per l'e-government in Europa per gli anni a venire.

Un gruppo di entusiasti del Web 2.0 ha avviato un'iniziativa aperta e collaborativa per costruire una "Dichiarazione Aperta sui Servizi Pubblici Europei" ("Open Declaration on European Public Services"), che impegni i governi Europei ad assumere i valori della trasparenza, della partecipazione e dell'empowerment al fine di migliorare i servizi pubblici.

La Commissione Europea e la Presidenza Svedese dell'Unione Europea hanno accettato che questa dichiarazione venga presentata durante lo svolgimento del programma ufficiale della Conferenza Ministeriale.

L'obiettivo è raccogliere quante più sottoscrizioni possibili per convincere i governi ad adottare pienamente questi valori.

Se condividete i valori della dichiarazione, sottoscrivetela con il vostro nome e cognome utilizzando il form che troverete seguendo questo link e invitate i vostri conoscenti e amici a fare altrettanto.

Potete seguire il dibattito sull'iniziativa iscrivendovi all'apposito gruppo presente su Facebook ma non limitatevi semplicemente a iscrivervi al gruppo, è importante sottoscrivere la dichiarazione compilando il form di cui sopra.

Potete infine consultare l'elenco di coloro che hanno sottoscritto la dichiarazione aprendo questo link

Together we can make a difference! - Insieme possiamo fare la differenza!

Ecco la traduzione italiana della dichiarazione e il link alla versione originale in inglese


Dichiarazione Aperta sui Servizi Pubblici Europei


Le necessità della società contemporanea sono troppo complesse per essere soddisfatte dalla sola azione pubblica. Laddove le politiche di governo tradizionali hanno cercato di razionalizzare i servizi pubblici, secondo un meccanismo di “self-service”, il contributo maggiore del web sarà nel miglioramento dei servizi attraverso la collaborazione, la trasparenza e la condivisione delle conoscenze.

L’Europa deve cogliere questa opportunità, per ricostruire il rapporto tra cittadini e Stato “aprendo” le istituzioni pubbliche e offrendo i mezzi ai cittadini per assumere un ruolo più attivo nei servizi pubblici.

Come cittadini, vogliamo poter conoscere a fondo tutte le attività svolte per nostro conto. Vogliamo essere in grado di contribuire alle scelte pubbliche: al loro sviluppo, attuazione e verifica. Vogliamo essere attivamente coinvolti nella progettazione e nella realizzazione dei servizi pubblici; avere concrete possibilità di contribuire con le nostre opinioni; avere sempre più potere decisionale nelle nostre mani. Vogliamo che l’intero spettro di informazioni prodotte dalle amministrazioni, da un progetto di legge ai dati di bilancio, siano per i cittadini facilmente accessibili, comprensibili, riutilizzabili e ricombinabili con altro materiale. Questo non perché si voglia sminuire il ruolo delle amministrazioni, ma perché una collaborazione aperta potrà rendere migliori i servizi pubblici e darà maggior qualità al processo decisionale.

Sulla base di queste premesse, vi proponiamo dunque tre principi fondamentali per i servizi pubblici in Europa:

1. Trasparenza: tutti gli enti del settore pubblico dovrebbero essere "trasparenti per natura" e dovrebbero fornire al pubblico informazioni chiare, regolarmente aggiornate su ogni aspetto operativo e sui processi decisionali al proprio interno. Si dovrebbe anche pensare a meccanismi efficaci affinché i cittadini possano evidenziare le aree dove si desidera maggior trasparenza. Quando forniscono informazioni, le amministrazioni pubbliche dovrebbero farlo con formati aperti, standard e riutilizzabili (sebbene ovviamente, nel pieno rispetto della privacy).

2. Partecipazione: i governi dovrebbero promuovere attivamente l’accesso dei cittadini in ogni attività pubblica, dal coinvolgimento degli utenti nella definizione dei servizi, alla partecipazione nel processo di decisioni pubbliche. Tale partecipazione dovrebbe essere pubblica e visibile da ogni altro cittadino, e le amministrazioni dovrebbero essere tenute a rispondere ad essa. La capacità di collaborare con i cittadini deve diventare una competenza centrale di governo.

3. Empowerment: le istituzioni pubbliche dovrebbero agire come piattaforme per la creazione di valore pubblico. In particolare, i dati del governo e delle amministrazioni pubbliche dovrebbero essere resi disponibili, in modo che altri possano facilmente lavorarci e contribuire. Gli enti pubblici dovrebbero rendere possibile che i cittadini risolvano autonomamente i propri problemi: fornendo strumenti, competenze e risorse. Si dovrebbe inoltre considerare i cittadini come proprietari dei propri dati personali e consentire loro di monitorare ed avere controllo su come questi dati sono condivisi.

Ci rendiamo conto che l’attuazione di questi principi richiederà tempo e risorse, in quanto si dovranno adottare opportuni meccanismi di governance, ma crediamo che questo dovrebbe essere al centro degli sforzi per trasformare la pubblica amministrazione. Molti privati stanno già agendo sulla base di queste idee e trasformando i servizi pubblici “dall’esterno”: ma i governi dovrebbero sostenere e accelerare questo processo.

Chiediamo ai governi europei e alla Commissione Europea di inserire tali principi nel piano di “eGovernment” e di garantire che i cittadini europei beneficino quanto prima possibile dei vantaggi provenienti da trasparenza, partecipazione e maggiori diritti.

Tag: e-democracy, e-government, open declaration on european…

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Nino Galante aka Pico Miles Commento da Nino Galante aka Pico Miles su 4 Novembre 2009 a 16:05
Isola Telematica, blog tematico del Quotidiano di Sicilia, curato da Benedetto Motisi, riprende e contribuisce a diffondere l'appello con questo post
Grazie Benedetto :)

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